Il più piccolo e il più sfortunato della sua cucciolata. Vendendo le foto di Small Fry oggi, si fa difficoltà a credere che a tre settimane di vita pesava appena 170 grammi. A dare una svolta alla sua vita sono state le attenzioni di Hannah Shaw: quando lo ha visto non ha potuto dire di no.

Mai come in questo caso si può dire che l’amore ha fatto un miracolo. Il piccolo era mal messo: oltre a essere sotto peso, aveva una grave infezione alle vie respiratorie superiori. E con delle analisi più approfondite gli sono stati diagnosticati anche anemia e un soffio al cuore.

La piccola palla di pelo ha dovuto prendere dei farmaci salvavita e lottare con tutte le sue forze. «Tenendolo in mano, si potevano contare tutte le sue ossa», racconta Hannah, che ha fatto di tutto per farlo tornare sulle sue zampe.

E’ stato un lavoro d’amore. Il cucciolo doveva essere tenuto al caldo, idratato e nutrito ogni due ore. Ha dovuto prendere medicine e integratori. E questa cura intensiva lo ha fatto innamorare della sua infermiera umana. «Quando ha iniziato a cercarmi, è stato emozionante».

Dopo appena sette giorni Small Fry era irriconoscibile. E oggi è ancora una tenera palla di pelo, dolce e amorevole. Ma forte e indipendente. «Ha legato tantissimo con la sorella Poutine», si sono dimostrati da subito inseparabili. E fortunatamente Hannah è riuscita a «trovare una casa che li accogliesse insieme».

«Non è stato facile dirgli addio, ma è stata una grande gioia per me quando ho visto la famiglia che li avrebbe accolti». E anche i loro nuovi umani non potevano essere più contenti: «Siamo così grati di avere nelle nostre vite due gatti così teneri, la testimonianza vivente di come anche gli esemplari più vulnerabili possono avere un radioso futuro».