Il linguaggio infantile usato solitamente con gli animali da compagnia sembra avere una funzione ben precisa. Le parole hanno comunque importanza minore rispetto al tono dolce e cantilenante con ci vengono pronunciate. Il linguaggio ripetitivo, associato a determinati gesti, aiuta il gatto ad adattarsi allo stile di vita del proprietario. Intelligenti e molto sensibili, questi felini imparano piuttosto in fretta a comunicare con gli esseri umani. Il rapporto che il gatto stabilisce con il suo umano è spesso enigmatico, anche se in realtà l’animale gli è molto più affezionato di quanto non manifesti. È un tipo di relazione che molti proprietari di gatti non riescono a descrivere, anche se tutti concordano nel considerare il loro gatto parte integrante della famiglia. Uno dei modi con cui l’uomo può stabilire una relazione con il proprio gatto è la comunicazione verbale. Molte persone parlano con il loro piccolo amico, come se fosse un bambino. Questo linguaggio affettuoso e intimo fa parte dei rituali che caratterizzano quotidianamente il rapporto tra il gatto e il padrone.

Il linguaggio dei gesti

Un altro metodo con cui l’uomo comunica con il gatto è legato ad alcuni gesti ben precisi. Tra questi uno dei più frequenti e comuni consiste nell’attirare l’attenzione dell’animale chiamandolo per nome e picchiettando sul pavimento la sua ciotola della pappa. A molti sarà invece capitato di addormentarsi e di ritrovare al risveglio il proprio gatto appisolato vicino oppure di leggere il giornale con il gatto accoccolato in grembo oppure sul tavolo o sul giornale! Ovviamente, per ragioni fisiologiche, i gatti non possono parlare con L’umano, ma intuiscono perfettamente i messaggi  e i comandi che vengono loro rivolti.

Quante parole può capire un gatto?

Il gatto può imparare a comprendere un certo numero di parole, ma per lui sarà sempre più significativo il tono con cui una parola viene pronunciata che non la parola stessa. Se mentre lo coccoliamo gli rivolgiamo con voce carezzevole una serie di insulti, il gatto recepirà le parole come complimenti, mentre se gli diciamo con tono severo e voce dura “bravo!” lo recepirà come un rimprovero! Poiché per comunicare il gatto utilizza molti suoni diversi, privi di significato letterale, ma ricchi di significato dal punto di vista della tonalità, è logico che interpreti nello stesso modo il nostro  linguaggio. Per questo i comandi negativi come “no” e “basta” devono essere espressi sempre con lo stesso tono severo per aiutare l’animale ad associare un certo suono a una certa intonazione, favorendo la comprensione. Nel linguaggio del gatto sono stati distinti fino a sedici suoni diversi, il che permette di dedurre che associando opportunamente la parola alla tonalità si può insegnare al gatto a riconoscere una quindicina di parole-intonazioni del linguaggio umano.

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