Il pesce, quando si parla di gatti, ha sempre un’aura un po’ mitologica.
Nell’immaginario collettivo il gatto ama il pesce, ne va matto, lo riconosce come cibo “naturale” e quasi ancestrale. Ed è vero solo in parte, perché tra quello che piace e quello che fa bene c’è spesso una distanza che conviene non ignorare.
Merluzzo e nasello sono due nomi che tornano spesso quando si cerca qualcosa di leggero, magari come alternativa al pollo o come supporto in momenti particolari. Ma anche qui, come sempre, la domanda giusta non è “posso darglielo?”, bensì “quando ha senso e come va fatto?”.
Anche il pesce, come il merluzzo o il nasello, può trovare spazio solo in contesti molto limitati e con le dovute precauzioni, perché cucinare per il gatto ha senso solo se inserito in un quadro chiaro di regole e limiti, come spiegato in Ricette per gatti: cosa ha senso cucinare (e cosa no).
Quando merluzzo e nasello possono andare bene
Merluzzo e nasello rientrano tra i pesci più adatti a un uso occasionale nell’alimentazione del gatto, perché sono relativamente magri, delicati e facilmente digeribili se preparati nel modo corretto.
Possono avere senso:
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come integrazione temporanea in caso di inappetenza leggera;
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durante una fase di recupero, se il veterinario ha suggerito cibi semplici;
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come alternativa sporadica per stimolare l’interesse verso la ciotola, senza stravolgere tutto.
Parliamo sempre e comunque di uso occasionale, non di una soluzione da inserire nella routine settimanale “perché gli piace”.
Come preparare il pesce per il gatto (regole non negoziabili)
Qui è fondamentale essere chiari, perché il pesce è uno di quegli alimenti che se preparato male diventa più rischioso che utile.
Merluzzo o nasello per gatti devono essere:
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cotti, mai crudi;
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bolliti o cotti al vapore, senza sale né condimenti;
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puliti con attenzione maniacale dalle lische;
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serviti in piccole quantità, ben spezzettati.
Niente olio, niente limone, niente avanzi “ripuliti” dal piatto umano.
Il pesce deve essere semplice, quasi noioso. Se non lo mangeresti così tu, non va bene nemmeno per il gatto.
Crudo? Meglio evitare
L’idea del pesce crudo per i gatti gira spesso, complice una certa confusione tra natura e domesticità.
In realtà il pesce crudo non è una buona idea, perché può contenere parassiti e, se somministrato con una certa frequenza, interferire con l’assorbimento di alcune vitamine.
Il fatto che “in natura” un gatto possa mangiare una preda non significa che il tuo gatto di casa debba mangiare pesce crudo dal banco del supermercato. Sono due contesti completamente diversi.
I rischi più comuni (e sottovalutati)
Il primo rischio è quello delle lische, anche quelle minuscole. Basta una distrazione per creare problemi seri a bocca, gola o apparato digerente.
Il secondo è la ripetizione. Il pesce dato spesso può sbilanciare la dieta, creare carenze o eccessi, e portare il gatto a rifiutare alimenti completi, molto più adatti alla sua alimentazione quotidiana.
Il terzo rischio è quello comportamentale: alcuni gatti, una volta “scoperto” il pesce, diventano selettivi e iniziano a snobbare tutto il resto. E rimettere ordine dopo è sempre più difficile che prevenirlo.
Pesce sì, ma senza illusioni
Merluzzo e nasello non sono una coccola innocente né un super alimento.
Sono un’opzione semplice, da usare con criterio, in contesti precisi e per periodi brevi.
Se c’è un messaggio da portarsi a casa è questo:
meglio un alimento completo e bilanciato tutti i giorni, che un pesce “fatto in casa” dato troppo spesso per senso di colpa o per compiacere il gatto.
Il gatto non ha bisogno di varietà gourmet.
Ha bisogno di equilibrio, costanza e poche eccezioni ben gestite.
















