Un gattino gettato via dalla madre non può più muovere le zampe posteriori. Ma ora si muove più velocemente di tutti gli altri. E’ stato salvato da un ragazzo in un cantiere del New Jersey e si è mostrato dal primo momento attaccatissimo alla vita nonostante tutte le difficoltà.

Da qualche giorno il giovane aveva visto una gatta incinta aggirarsi in zona, e aveva deciso di aiutarla portandole del cibo per darle le forze necessarie per partorire e nutrire i nascituri. Ma poi si è trovato ad assistere ad una delle scene più terribili della sua vita: mamma gatta che buttava giù da un macchinario, a diversi metri d’altezza, uno dei suoi cuccioli.

«Il gattino respirava a malapena: era sporchissimo e aveva ancora il cordone ombelicale attaccato», racconta la moglie Dawn, che si è presa cura del cucciolo dal primo giorno. «La sua bocca era aperta, era freddo e faceva un respiro ogni dieci secondi». Stava morendo.

La coppia ha portato il cucciolo in macchina, ha acceso il riscaldamento al massimo e ha iniziato a massaggiarlo per mantenerlo in vita. In quel momento «gli ho promesso che se lo avesse fatto gli avrei dato la vita migliore di sempre». E così ha fatto.

Dawn ha dovuto nutrirlo con il contagocce e seguirlo 24 ore su 24. «Sono stati giorni molto difficili ma ci ha dimostrato di essere un vero combattente: è per questo che lo abbiamo chiamato Rocky». Ma ancora non avevano capito quanto fosse speciale: dopo tre giorni ha iniziato a fare le fusa e a gattonare. Ma mentre continuava a guarire, la coppia notava che in lui c’era qualcosa di diverso.

Rocky non riusciva a muovere le zampe posteriori e non riusciva a controllare la vescica. Pensavano che non avesse ancora capito come si usa la lettiera, ma il responso del neurologo è stato decisamente più infausto: «Non ha alcun tipo di sensibilità nella parte inferiore del corpo e non camminerà mai a causa dei danni ai nervi causati della caduta a poche ore dalla nascita».

Ma Dawn non si è voluta arrendere. E ha fatto tutto quello che poteva per aiutarlo. «Ho iniziato a fare ricerche e ho dovuto imparare in fretta a prendermi cura di lui», a partire da un regalo speciale: una speciale sedia a rotelle con cui ha iniziato subito a sfrecciare per tutta la casa.

Grazie alla riabilitazione le sue gambe si sono un po’ rinforzate, permettendo a Rocky di correre sempre più forte. Per la vescica non ci sono soluzioni, se non quella di indossare un pannolino che si adatta anche alla sua coda. Ma Rocky non sa di essere diverso: ama gli umani e soprattutto gli altri gatti in difficoltà che la coppia aiuta e sostiene in attesa dell’adozione.  «E’ il gatto più dolce di tutti. Ed è diventato un’ispirazione per tutti. Ogni gatto merita di essere adottato, e la mia missione è quella di far capire quanto i mici disabili siano straordinari».

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