Se vivi con un gatto, lo conosci bene quel momento: ha appena finito l’umido, ha ancora il profumo del pollo sulle vibrisse… e cinque minuti dopo eccolo lì, seduto davanti a te, occhi spalancati, coda elegante attorcigliata ai piedi, con la faccia di uno che non vede cibo da tre giorni.
E tu lo guardi e ti chiedi:
“Ma se hai appena mangiato… cosa vuoi, l’applauso?”
Tranquilla: è normalissimo. Anzi, è più comune del “miagolio del buongiorno”. Vediamo cosa c’è davvero dietro a questa scena che ogni gattara si vive almeno dieci volte al giorno.
Non sempre chiede cibo: a volte chiede… te
Il “finto appetito” dei gatti affettuosi
Alcuni gatti scoprono presto che chiedere cibo fa parte del pacchetto “attenzione 24h”.
Non ti chiedono cibo: ti chiedono coinvolgimento.
È come se dicessero:
“Ehi, guarda che sono qui. Fammi sentire che mi consideri.”
E tu, puntuale, cadi nel tranello: rumore di bustina, ciotola che si riempie… e lui neanche finisce tutto. Perché? Perché l’obiettivo non era mangiare: era far muovere te.
I gatti sono sottili manipolatori. E noi, da brave gattare, ci caschiamo ogni volta (scopri anche quali sono i 10 alimenti pericolosi che il gatto non deve mangiare).
Se vuoi saperne di più su cosa cambia nel cibo per gatti sterilizzati, leggi questo approfondimento.
Il profumo: la trappola che li riporta alla ciotola
I gatti hanno un olfatto che batte il nostro a mani basse.
Quando apri:
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una bustina,
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un sacchetto di croccantini,
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un tuo panino (sì, anche quello),
il profumo rimane in aria molto più a lungo di quanto pensi.
Quel profumo stimola la loro curiosità, non sempre la fame.
È un “richiamo”, una specie di suono invisibile che dice:
“C’è qualcosa di buono in giro, controlliamo.”
Abitudine e routine: il vero motore del loro orologio interno
Il gatto vive di abitudini più di quanto ammetta.
Se ogni giorno alle 18 gli dai qualcosa, lui ti chiederà cibo:
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alle 18
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alle 17.55
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alle 17.40 se è particolarmente ispirato
Non per fame, ma perché quel rituale fa parte della sua giornata.
Ci sono gatti che non guardano l’orologio: sono loro l’orologio.
La ricerca del “meglio”: il fenomeno del gatto gourmet
Un gatto che mangia e poi chiede altro spesso sta dicendo:
“Sì, questo era buono… ma so che hai di meglio.”
Lo fanno soprattutto:
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i gatti viziati
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i gatti che hanno assaggiato molte marche
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quelli che sanno di avere un umano debole
È il momento in cui si sveglia il loro lato gourmet.
E una volta attivato… buona fortuna a tornare indietro.
La fame vera: i casi in cui preoccuparsi (ma senza paranoia)
Ecco quando la richiesta continua può indicare qualcosa di reale:
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metabolismo molto attivo (gatti giovani e gatti magri)
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passaggio dal secco all’umido (più volume, meno calorie)
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stagione fredda (consumano di più)
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parassiti intestinali
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diabete o ipertiroidismo (qui ci si accorge perché la fame è insaziabile)
Se un gatto mangia tre pasti normali e chiede ancora cibo come se fosse in astinenza… allora sì, meglio parlarne al veterinario.
“Ma il mio mangia, poi mi guarda e mi accompagna alla cucina”: il classico ricatto silenzioso
Questo comportamento è diffusissimo.
Non chiede cibo: vuole controllare la situazione.
Il gatto vuole vedere cosa stai facendo, cosa maneggi, cosa apri.
La casa è il suo territorio, la cucina è il suo regno.
Ti accompagna perché:
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vuole fare l’ispezione
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vuole valutare se può ottenere un bonus
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vuole che tu ti muova a comando
Sono prepotenti?
Sì.
Li amiamo anche per questo?
Assolutamente sì.
La vera soluzione: non cedere subito
Il segreto è semplice:
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attieniti a una routine
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dai quantità precise
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ignora la richiesta immediata appena dopo il pasto
In pochi giorni smetterà di chiedere a raffica… o quantomeno ridurrà il teatro.
I gatti imparano presto a non sprecare energia per qualcosa che non funziona.
Se capiscono che non li ricompensi ogni volta, si regolano.
Conclusione
Un gatto che chiede cibo anche dopo aver mangiato non è “ingordo”:
è un essere complesso, furbo, abitudinario e profondamente attento ai dettagli della vita domestica.
Chiede cibo, sì.
Ma spesso chiede soprattutto attenzione, contatto, conferma, o semplicemente un po’ di teatro felino.
E noi, gattare navigate, sappiamo riconoscere benissimo il confine tra fame vera, capriccio e strategia manipolatoria. Anche se… ogni tanto cediamo lo stesso.















