Chi vive con un gatto prima o poi si becca quel gesto inconfondibile: una zampetta che ti sfiora, ti tocca con estrema delicatezza, magari ti dà un colpetto appena accennato… e subito dopo il gatto fugge via come se avesse attivato un allarme invisibile. Un secondo prima sembra che voglia coinvolgerti in un momento di tenerezza; quello dopo lo vedi già dall’altra parte della stanza, con la coda alta, lo sguardo furbissimo e quell’aria che sa di “vediamo se mi segui”.
È uno di quei comportamenti che fanno ridere, sì, ma allo stesso tempo aprono un mondo di interpretazioni molto più ricco di quanto sembri (leggi anche questo approfondimento sui segnali sociali dei gatti).
Perché i gatti usano la zampa per iniziare l’interazione
I gatti “parlano” molto con le zampe. È un linguaggio che sta a metà tra il gioco e il contatto sociale. Quando ti sfiorano, lo fanno con una cura quasi chirurgica: non una graffiata, non un colpo, ma un tocco. Quel tocco è un invito. È una domanda. È un modo per dire: “Ehi, sei disponibile a interagire con me?”.
La zampa, per loro, è come il nostro “bussare alla porta” quando vogliamo entrare in una stanza. Non irruzione, ma segnale.
E poi ci sono gatti che usano la zampa anche per “misurare” la tua reazione: se ti muovi, se rispondi, se resti fermo. È una specie di test sociale che non ha nulla a che vedere con la diffidenza: è semplicemente il loro modo elegante di capire che tipo di energia stai trasmettendo in quel momento.
Perché scappano subito dopo
La fuga immediata è la parte più buffa, e anche quella più fraintesa. Non è paura. Non è pentimento. Non è neanche malizia. È eccitazione pura.
Quando ti toccano e scappano, stanno attivando un rituale di gioco: tocco → rincorsa potenziale → interazione dinamica. È lo stesso schema che usano tra loro, soprattutto quando vogliono mantenere le distanze ma allo stesso tempo coinvolgere il compagno in un’attività condivisa.
C’è anche un altro elemento: il controllo. (Alcuni gatti usano il controllo anche per decidere dove farsi toccare: scopri perché alcuni non sopportano la pancia.)
Il gatto ama decidere il ritmo, la distanza, la durata e perfino la fine del gioco. Toccarti e scappare gli permette di mantenere la regia della situazione.
Quando è gioco e quando è richiesta
Se il gatto tocca e scappa con la coda dritta, o con la punta della coda che vibra, è quasi sicuramente gioco.
Se invece tocca, ti guarda negli occhi per un attimo e poi se ne va più lentamente, potrebbe essere una richiesta meno “frizzante”:
– voglia di attenzione,
– desiderio di spostarti,
– domanda di cibo sottotraccia,
– semplice test di presenza: “Ci sei o sei un soprammobile?”.
A volte il gatto vuole solo conferme: vuole sapere che lo stai percependo, che fai parte della sua scena.
Conclusioni
Il “tocca e scappa” non è un dispetto né un capriccio. È un modo autentico — e molto felino — di legare con noi senza esagerare. Una sorta di ping senza pong, un gesto che apre un dialogo ma lascia al gatto il controllo dell’interazione.
E alla fine, lo ammetto, ogni volta che succede mi scappa un sorriso: è incredibile quanto possano essere teatrali anche con un gesto minuscolo come la puntina di una zampa.











