L’uovo è uno di quegli alimenti che mette tutti d’accordo… finché non entra in scena il gatto. È nutriente, è semplice, è naturale, lo mangiamo noi, lo mangiano i cani, quindi perché non dovrebbe andare bene anche per lui?
La risposta, come spesso accade quando si parla di alimentazione felina, non è un sì o un no secco. È un “dipende” ben circoscritto, che vale la pena capire prima di improvvisare.
L’uovo rientra tra quegli alimenti che possono essere usati solo in modo sporadico e controllato, perché cucinare per il gatto non significa improvvisare, ma rispettare limiti precisi, come chiarito in Ricette per gatti: cosa ha senso cucinare (e cosa no).
L’uovo è un buon alimento? Sì, ma non per i motivi che si pensano
L’uovo è ricco di proteine di buona qualità, contiene grassi, vitamine e micronutrienti interessanti.
Sulla carta, sembra quasi perfetto. Ma il punto non è se sia nutriente in assoluto, bensì se sia adatto al gatto e in che forma.
Il gatto non ha bisogno di “superfood” occasionali. Ha bisogno di continuità nutrizionale.
E l’uovo, da questo punto di vista, è un extra, non una base.
Crudo o cotto? Qui non si discute
Partiamo dalla cosa più importante:
l’uovo crudo per il gatto è una pessima idea.
Non per allarmismo, ma per fatti concreti:
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l’albume crudo contiene avidina, che può interferire con l’assorbimento della biotina;
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c’è un rischio batterico reale;
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non offre nessun vantaggio rispetto all’uovo cotto.
L’uovo, se dato, deve essere ben cotto.
Sodo, strapazzato in padella antiaderente senza olio, oppure bollito. Fine.
Tuorlo sì, albume sì… ma con criterio
Un errore comune è separare tutto: dare solo il tuorlo “perché è più buono” o solo l’albume “perché è più leggero”.
In realtà, se si decide di usare l’uovo, va usato intero, ma in quantità molto ridotte.
Il tuorlo è la parte più ricca e appetibile, ma anche più calorica.
L’albume cotto è più neutro, ma da solo non ha molto senso.
Quando l’uovo può avere un senso
L’uovo può essere usato:
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come integrazione occasionale, una tantum;
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come piccolo stimolo per un gatto un po’ inappetente;
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come variazione molto sporadica, non programmata.
Una forchettata, non un pasto.
Una volta ogni tanto, non “una volta alla settimana perché fa bene”.
Quando è meglio lasciar perdere
Meglio evitare l’uovo:
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se il gatto ha uno stomaco delicato e reagisce facilmente ai cambiamenti;
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se si tende già a “integrare” troppo con cibo umano;
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se diventa una scorciatoia perché “almeno questo lo mangia”.
Come sempre, il rischio non è l’alimento in sé, ma la ripetizione senza motivo.
L’uovo non sostituisce nulla
È importante ribadirlo:
l’uovo non sostituisce un alimento completo, non bilancia una dieta sbagliata e non “compensa” carenze.
Se un gatto mangia male, l’uovo non è la soluzione.
Se un gatto sta bene con il suo cibo abituale, l’uovo non aggiunge nulla di indispensabile.
In conclusione: meno entusiasmo, più misura
L’uovo per gatti non è proibito, ma non è nemmeno una risorsa da valorizzare più del dovuto.
È uno di quegli alimenti che funzionano solo se trattati per quello che sono: un’eccezione controllata.
Se c’è una linea guida da seguire è questa:
meglio un’alimentazione semplice, coerente e completa ogni giorno, che mille “idee sane” infilate qua e là senza una logica.
Il gatto non ha bisogno di varietà per sentirsi amato.
Ha bisogno di stabilità, prevedibilità e poche deviazioni fatte con la testa.
















