Ci sono gatti che non amano stare fermi, ma non nel senso atletico del termine. Non è che corrano senza sosta o saltino ovunque: semplicemente vogliono capire cosa c’è dall’altra parte. Ogni spazio vuoto, ogni apertura, ogni passaggio semi-nascosto diventa per loro una promessa di qualcosa da esplorare. Sono i gatti curiosi, quelli che infilano la testa ovunque, che spariscono dietro una porta socchiusa o sotto un mobile con l’aria di chi sta investigando una faccenda importante.
Per questo i tunnel esercitano un fascino così potente. Non sono solo un gioco, ma un’estensione naturale del loro modo di muoversi e di pensare lo spazio. E la buona notizia è che non serve acquistare strutture ingombranti o costose: un tunnel fai-da-te, se progettato con un minimo di logica felina, può essere molto più interessante di qualunque accessorio comprato.
Perché i tunnel piacciono così tanto ai gatti
Passaggi, rifugi e controllo visivo
Per un gatto, attraversare uno spazio chiuso non è mai un gesto casuale. Il tunnel è contemporaneamente un passaggio, un rifugio e un punto di osservazione protetto. Permette di muoversi senza essere completamente esposti, di sbucare all’improvviso, di fermarsi a metà e decidere cosa fare dopo.
Questa combinazione è irresistibile per i gatti curiosi, perché offre controllo. Il gatto sceglie quando entrare, quando uscire e se restare nascosto. È un gioco che non impone, ma invita.
Tunnel e percorsi funzionano ancora meglio se inseriti in un ambiente strutturato: nella guida su giochi e tiragraffi fai da te per gatti in casa trovi come farli convivere con tiragraffi e giochi statici.
Curiosità prima del movimento
Molti tunnel funzionano anche con gatti che non corrono o non giocano in modo frenetico. Non serve inseguire nulla: basta esplorare. È per questo che il tunnel è uno degli strumenti più efficaci anche per gatti riflessivi, timidi o selettivi.
Tunnel fai-da-te: perché spesso funzionano meglio
Imperfetti, quindi più interessanti
I tunnel commerciali sono spesso troppo regolari, troppo prevedibili, troppo “puliti”. Quelli fai-da-te, invece, hanno pieghe, rumori diversi, variazioni di luce. E per un gatto curioso, l’imperfezione è uno stimolo, non un difetto.
Un tunnel che scricchiola leggermente o che cambia forma sotto il peso del gatto diventa un ambiente dinamico, non un semplice oggetto.
Adattabili allo spazio reale di casa
Un tunnel fai-da-te può essere:
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corto o lungo
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dritto o leggermente curvo
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temporaneo o semi-fisso
Questo permette di adattarlo davvero alla casa, senza dover sacrificare spazio o arredo. E soprattutto permette di cambiarlo nel tempo, evitando che diventi invisibile agli occhi del gatto.
Idee semplici per creare un tunnel fai-da-te
Il tunnel morbido con materiali di recupero
Scatoloni, sacchetti di carta robusti, vecchie coperte piegate e fissate con mollette: spesso basta poco per creare un passaggio coperto che il gatto esplorerà con attenzione. Non serve che sia perfetto o esteticamente bello. Serve che abbia un inizio chiaro e una fine interessante.
Il tunnel tra mobili
Due sedie, un tavolino e un telo possono diventare un corridoio improvvisato. Il gatto non lo percepisce come un gioco, ma come una modifica temporanea dell’ambiente. Ed è proprio questo che lo incuriosisce di più.
Il tunnel modulare
Usare elementi separati che possono essere spostati e riorganizzati è uno dei modi migliori per mantenere vivo l’interesse. Un giorno il tunnel è lungo e dritto, il giorno dopo corto e piegato. La struttura cambia, la curiosità si riaccende.
Come rendere il tunnel davvero interessante per il gatto
Posizione strategica
Un tunnel messo in mezzo alla stanza, senza collegamenti, rischia di essere ignorato. Un tunnel che collega due punti significativi — una zona di riposo e una finestra, un corridoio e una stanza vissuta — diventa subito parte della mappa mentale del gatto.
Luce, ombra e uscita
I gatti amano sapere cosa li aspetta alla fine. Un’uscita leggermente illuminata, una visuale interessante o un piccolo premio rendono il tunnel una scelta, non un obbligo.
Nessuna forzatura
Il tunnel va lasciato lì. Non va mostrato, non va “spiegato”. Se è al posto giusto, il gatto lo scoprirà da solo. E quando lo farà, sarà una conquista, non un’imposizione.
Una considerazione finale sulla curiosità felina
Un gatto curioso non cerca solo stimoli, ma spazi da interpretare. Il tunnel fai-da-te funziona perché non è solo un gioco, ma una piccola architettura temporanea che il gatto può esplorare, abitare e, in un certo senso, far sua.
E quando lo vedi infilarsi lentamente, fermarsi a metà, tornare indietro e poi sparire di nuovo, capisci che non sta solo giocando.
Sta semplicemente facendo quello che gli riesce meglio: dare senso allo spazio che lo circonda.




















