Prima o poi succede sempre.

Alzi lo sguardo mentre stai cucinando, o magari entri in cucina convinto di essere solo, e lo trovi lì:
in cima ai pensili, seduto come una statuetta egizia, con quello sguardo calmo e leggermente giudicante che sembra dire: “Non capisco dove sia il problema.”

Il problema, ovviamente, per il gatto non esiste.
Per lui non è “salire sui pensili”: è occupare un punto strategico.

Per noi invece è un mix di:

  • igiene

  • paura che cada

  • fastidio pratico

  • e quella sensazione vaga di aver perso il controllo della cucina

La buona notizia è che quasi mai il gatto sale sui pensili per provocazione.
La cattiva è che, se lo fa, dal suo punto di vista ha ottime ragioni.

Perché i pensili sono irresistibili (dal punto di vista felino)

Il pensile è tutto ciò che un gatto ama concentrato in pochi metri quadri:

  • altezza → da lì sopra il mondo è ordinato

  • controllo visivo → nessuno arriva alle spalle

  • stabilità apparente → sembra solido, anche se a noi non pare

  • calore → spesso sopra forno o frigorifero

  • assenza di competizione → nessun altro gatto, nessun umano

In pratica: il pensile è un trono.

Se il gatto lo sceglie, non sta facendo qualcosa di “sbagliato”.
Sta semplicemente sfruttando l’unico punto alto disponibile.

L’errore più comune: pensare che basti farlo scendere

Molti tentano così:

  • lo prendono in braccio

  • lo rimettono giù

  • lo sgridano

  • ripetono l’operazione

Risultato?
Il gatto impara una cosa sola: salire quando non ci sei.

Il comportamento non sparisce, si sposta.

Per il gatto il messaggio non è:

“Non salire sui pensili”

ma:

“Non farti vedere.”

Cosa NON funziona (anche se sembra logico)

Urlare o fare rumore
Aumenta solo la tensione. Il gatto non collega il fastidio al luogo, ma a te.

Spruzzino d’acqua
Funziona forse due volte, poi crea diffidenza e basta.

Punizioni a posteriori
Il gatto vive nel presente. Se lo rimproveri dopo, non capisce.

In breve:
più entri in conflitto, più il pensile diventa interessante.

L’unica strategia che funziona davvero

Non devi togliere il gatto dal pensile.
Devi togliere valore al pensile e dare valore a qualcos’altro.

1. Rendere il pensile poco attraente (temporaneamente)

Senza traumi, senza spaventi:

  • tappetini antiscivolo messi al contrario

  • superfici irregolari

  • oggetti che occupano lo spazio (per un periodo)

L’obiettivo è semplice:
il gatto sale, prova, e pensa “meh, non è più così interessante”.

2. Offrire un’alternativa migliore (questa è la parte chiave)

Qui si decide tutto.

Se non gli dai:

  • un punto alto

  • stabile

  • con buona visuale

il gatto tornerà sempre lì.

Funzionano molto bene:

  • mensole alte vicino (non in cucina, ma visibili)

  • tiragraffi a colonna con piattaforma superiore

  • percorsi a parete che superano l’altezza dei pensili

Il gatto non è testardo.
È coerente.

Il frigorifero: il complice silenzioso

In moltissime case il percorso è:
pavimento → sedia → frigorifero → pensile.

Se il tuo gatto fa così:

  • il problema non è il pensile

  • è la scala perfetta che gli hai costruito senza accorgertene

A volte basta:

  • spostare una sedia

  • cambiare la disposizione

  • interrompere il “percorso logico”

per ridurre drasticamente il comportamento.

Questione igiene: affrontiamola senza isteria

Sì, è legittimo non volere gatti sui pensili.
No, non serve trasformare la cucina in una zona militare.

Con:

  • alternative valide

  • coerenza

  • un po’ di tempo

la maggior parte dei gatti smette spontaneamente.

Non perché obbedisce,
ma perché non ne ha più bisogno.