Il piano cottura, per un gatto, non è un semplice elettrodomestico.
È un palco rialzato, un trampolino per acrobati felini, un osservatorio privilegiato da cui controllare cosa succede nella cucina e – perché no – giudicarti mentre tagli le verdure.
Per noi umani, invece, il piano cottura è la zona sacra: regno del cibo, dei tegami bollenti, delle macchie che non vengono via nemmeno con la candeggina.
C’è una sorta di patto non scritto tra noi e l’universo: “Qui sopra non deve salirci nessuno, e soprattutto non un gatto con le zampe piene di entusiasmo (e a volte anche attratti dalle piante di casa) (se vuoi scoprire come proteggere i tuoi mobili dalle unghie dei gatti, leggi questo articolo)”.
Peccato che il gatto questo patto non lo abbia mai firmato.
E così, un giorno, lo trovi lì.
Sul piano cottura. Bello seduto.
Con quell’impronta di zampa a forma di insulto passivo-aggressivo che sembra dire: “Questo territorio ora appartiene a me. Agisci di conseguenza.”
Perché ci salgono (e perché non lo fanno per dispetto)
Ogni volta che il gatto si arrampica sul piano cottura, qualcuno si illude che lo faccia per provocazione.
In realtà, la verità è molto più semplice e molto più felina.
Il gatto segue tre leggi universali, scolpite nel cosmo ancora prima dei primissimi croccantini:
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tutto ciò che è alto va conquistato,
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tutto ciò che odora va annusato,
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tutto ciò che ti permette di controllare il mondo dall’alto merita un tentativo.
Il piano cottura è caldo, profuma di cibo – che nel linguaggio felino significa “evento interessante” – e soprattutto è proprio all’altezza perfetta per osservare le tue mosse con l’aria di chi valuta le tue abilità ai fornelli.
Per lui è irresistibile.
Per te, meno (se anche i tuoi schermi sono a rischio, scopri come proteggerli da zampe e graffi).
Perché urlare non serve (anzi, peggiora tutto)
A volte scatta l’istinto primordiale: vederlo salire, gridare il suo nome, sperare che scenda terrorizzato.
Ma, inutile girarci attorno: non funziona mai.
Lui ti guarda, immobile, con quell’espressione che ricorda vagamente un professore severo che aspetta che tu finisca la tua sceneggiata.
Poi si gira, con la calma di chi ha tutte le intenzioni di ignorarti, e continua quello che stava facendo.
Urlare non lo “educa”: lo rende solo più determinato a tornare quando non lo vedi.
Meglio passare alle strategie intelligenti. Quelle silenziose. Quelle che il gatto non capirà mai, ma rispetterà.
Le soluzioni che funzionano davvero (e non rovinano la cucina)
La famosa copertura anti-salto
Esiste un trucco che non fallisce e soprattutto non richiede urlate, spray puzzolenti o rivoluzioni domestiche: rendere il piano cottura poco interessante.
Una volta che è completamente freddo – fondamentale, o rischi di cucinare involontariamente anche la teglia – appoggi sopra:
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una teglia rovesciata,
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oppure una griglia,
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oppure un vassoio grande.
Per il gatto è come tentare di saltare su una superficie che non gli dà sicurezza.
E siccome ai felini piace sentirsi padroni del territorio, non di certo equilibristi del circo, la scena si conclude sempre allo stesso modo: risparmierai il piano e anche qualche capello bianco.
Togliere ogni odore di cibo
Il piano cottura è come un cartellone pubblicitario al neon che dice al gatto: “Qui succede qualcosa di gustoso”.
Gli odori restano molto più a lungo di quanto pensiamo.
Pulire subito dopo aver cucinato è un gesto che ha un effetto sorprendente.
Togli gli odori, togli metà del fascino.
E se togli metà del fascino, togli metà della motivazione felina.
Non farà miracoli, ma aiuta.
E aiuta tanto.
Creare un posto ufficiale per “supervisionare”
Quando cucini, il gatto non vuole solo salire sul piano.
Vuole vederti.
Controllarti.
Partecipare, ma a modo suo.
È convinto che la cucina sia un teatro e lui debba essere in prima fila.
Dargli un posto autorizzato – una sedia, una mensola, una pedana vicino ma non sul piano – è un compromesso perfetto.
Si sentirà incluso senza invadere.
È incredibile quanto cambi una cucina quando il gatto capisce che ha un suo posto da cui osservare senza rischiare di fulminarsi una zampa.
Anticipare la scalata: giochi e distrazioni
Quando capisci che sta per lanciarsi, anticipalo.
Un giocattolino, un puzzle feeder, un po’ di movimento con la bacchetta: l’importante è offrire un’alternativa prima che lui scelga quella sbagliata.
I gatti sono intelligenti, sì.
Ma spesso seguono la via più interessante del momento.
Se rendi più interessante la tua alternativa… vinci facile.
Conclusioni
Il piano cottura non smetterà mai di esercitare un certo fascino sui gatti.
È alto, caldo, profumato e – soprattutto – proibito.
E poche cose, nella vita, attirano un gatto quanto una cosa proibita.
Ma con un po’ di astuzia, qualche copertura strategica, pulizia costante e una postazione alternativa “autorizzata”, puoi trasformare la tua cucina in un territorio pacifico dove nessuno rischia ustioni, tu non rischi un attacco di panico e il gatto può continuare la sua attività preferita: osservarti mentre cerchi di fare qualcosa di umano senza combinar danni.
E sì, potresti anche arrivare al punto di non trovare più quell’impronta di zampa a forma di firma felina sul piano cottura.
Quasi sempre.


















